Donne pastore della valle
Il futuro della valle attraverso lo sguardo delle donne pastore — Lozzi, Corsica, 2025.
Radici ancorate alla città
In un borgo dove restano soltanto quaranta abitanti, la maggioranza donne anziane, vivono storie di tenacia e resistenza. Gestiscono allevamenti di capre, mucche e ovini, trascinano avanti le tradizioni, e quando dicono "non voglio andare a Bastia, resto qui", lo dicono con lo sguardo di chi ha messo radici profonde nel territorio.
Il luogo
Nel marzo del 2025 ho soggiornato a Lozzi, nell'entroterra corso, come parte della residenza "Nuovo Grand Tour" (Popularte, Istituto Italiano di Cultura di Parigi). Quaranta anni fa il villaggio contava circa 400 abitanti. Oggi rimangono circa 40 persone, principalmente donne anziane con radici profondamente ancorate al territorio. Nonostante l'isolamento, l'inverno difficile e lo spopolamento, queste donne hanno scelto di restare, mantenendo vive le tradizioni locali e gestendo in totale autonomia le attività che sostengono l'economia della valle.
La ricerca
Nel villaggio di Lozzi, fino a 40 anni fa, c'erano circa 400 abitanti. Questa ricerca, sviluppata in simbiosi con le persone del luogo, vuole valorizzare la vita delle donne, importanti per l’economia locale, ma anche protettrici della città, dalle generazioni passate ad oggi. Il forte legame con le proprie origini, viene raccontato attraverso lo sguardo delle donne lavoratrici, legate alle tradizioni locali, e delle donne anziane, protettrici della città.
Il progetto
Il progetto, realizzato nel marzo del 2025, racconta la vita del borgo di Lozzi, nell’entroterra in Corsica, dove gli abitanti, sono rimasti in pochi a causa dello spopolamento. Il progetto è stato realizzato grazie al bando Nuovo Grand Tour, a cura di Popularte e l’Istituto di Cultura Italiano di Parigi. Questa ricerca, nata in simbiosi e scambio di informazioni, grazie alle persone del luogo, vuole valorizzare la vita delle donne, importanti per l’economia locale, ma anche protettrici della città, dalle generazioni passate ad oggi. Il forte legame con le proprie origini, viene raccontato attraverso lo sguardo delle donne lavoratrici, legate alle tradizioni locali, e delle donne anziane, protettrici della città.
La ricerca
Oggi, nel paese di Lozzi, rimangono molte donne che restano nonostante l’isolamento, lo spopolamento e le difficoltà dell’inverno, perché hanno le proprie radici ancorate alla città e un forte senso di attaccamento. L’obiettivo della ricerca è quello di rappresentare la vita delle donne nella Corsica dell’entroterra, il motivo per cui rimangono a vivere isolate, lontane dalla globalizzazione e di evidenziare il loro ruolo di protezione della vita e di sostentamento dell’economia locale. sviluppo delle attività ha portato i giovani a trasferirsi in città più grandi, per studio e lavoro. Oggi sono rimasti circa 40 abitanti, per la maggioranza donne anziane, con radici ancorate alla città. "Non voglio andare a Bastia, resto qui", dice Agathe, 98 anni. Le donne rimangono nonostante l'isolamento e le difficoltà dell'inverno. In passato le donne, mentre gli uomini scendevano a Bastia per la transumanza, restavano in paese, e si occupavano dei figli e dei parenti. Oggi nella valle del Niolu, vivono circa 600 abitanti, una delle attività principali è l’allevamento di vitelli, capre e ovini. Le attività sono gestite maggiormente da donne, che si occupano di mantenere le tradizioni, e sostenere l’economia locale. Oggi il loro lavoro, viene valorizzato e messo in luce, grazie alle attività gestite in totale autonomia, fondamentali per il sostentamento della valle. Il loro lavoro si distacca dalla produzione industriale, valorizzando la qualità del prodotto, e il benessere animale. Le donne rappresentano la forza e il coraggio, della popolazione dell’entroterra, che nonostante le difficoltà del territorio, decidono di restare, costruendo il presente e il futuro della valle. Il loro lavoro, tramandato da diverse generazioni, fa luce sul futuro, difficile per i cambiamenti climatici e lo spopolamento, ma possibile, grazie alla determinazione e al sostegno reciproco. Il progetto vuole mettere in luce la forza delle donne locali, che nonostante le difficoltà restano nel borgo, ancorate alle proprie tradizioni e territorio.